quest for a queerish mind

L'eterna epopea nel cercare di sentirmi normale mentre mi accorgo che in realtà siete veramente tutti fuori di testa

Eccomi

Utente: jokercola

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giovedì, 09 giugno 2005

[---trovato su un foglio stamattina---]

i miei occhi hanno visto cose che tu non riesci neanche ad immaginare: ho visto un'uomo morire sventrato come una scatoletta di tonno per un nobile ideale, la legalizzazione delle droghe leggere; non mi dimentichero mai il suo nome, William Wallace si chiamava.  ricordo anche di aver conosciuto una donna un tempo, che in seguito a un malocchio, di giorno era uno splendido uccellaccio cagone, e di notte un bel troione, il suo nome di battaglia era Lady Hawk: anche il moroso era un tipino cazzuto di giorno era un cavaliere tutto sborone in sella ad un cavallo albino, mentre di notte si trasformava in una pantegana nera e zozzona.


Postato da: jokercola a 08:09 | link | commenti (1)

il viaggio verso imola è stato assurdo, sarebbe stato fantastico condividerlo con qualcuno! in tutte le città del mondo alle 5 di mattina l'irreale notturno si unisce al concreto del giorno, con strascichi inquietanti, e bologna, essendo città universitaria abusa addirittura di questa cosa. solo nel tratto saragozza autostrada ho dovuto scansare un carrello della spesa che si muoveva lento e solitario in mezzo alla strada, uno skater più assonnato di me, due che si inseguivano all'uscita di un bar.
ho scoperto che radio capital fa l'oroscopo alle 5e20! ok, lo confesso, in autostrada mi sono addormentato perlomeno 4 volte....


Postato da: jokercola a 08:05 | link | commenti

mercoledì, 25 maggio 2005

orario perfetto...
tutte le coincidenze di autobus beccate...
liceali che mi guardano un po' ammiccanti un po' sospettose...
stazione
ritardo 5 min...
il treno cientomilaesiettecientoquattordici è soppresso causa sequestro dell'autorità giudiziaria (GIURO)
ritardo 15 min...
l treno cientomilaesiettecientoquindici arriverà con una vita di ritardo causa smaltimento ordigno bellico nella stazione di ... (GIURO)
ritardo 25 min...
oroscopo: un amore da favola o un'amicizia amorosa. grandi gratificazioni sul lavoro
treno
altra stazione
corsa al lavoro
sto sistemando il pc aziendale di un tecnico meccanico che ha le icone di Nemo il pesciolino e centinaia di pop-up porno


Postato da: jokercola a 14:51 | link | commenti

sabato, 14 maggio 2005

Must it take a life for hateful eyes
To glisten once again
Cause we find ourselves in the same old mess
Singin' drunken lullabies


Postato da: jokercola a 12:12 | link | commenti

venerdì, 13 maggio 2005

today i gave a brand new meaning at words "rubare lo stipendio"


Postato da: jokercola a 11:26 | link | commenti

Mattinata pettinatrice dell'ego...
ufficio in orario.... 8e30
mail di amica simpatica di ritorno da viaggio sostitutiva di sigaretta per iniziare bene la mattina...
attestazioni di stima inaspettata da parte del capo... deve essere riuscito a vendere qualcosa che ho fatto io...
collega con voglia di fare chiacchiere e di non lavorare....
correzione errori programma (spero non abbia venduto proprio questo!)

insomma, si son fatte le 11 e tra una cosa e l'altra non ho ancora detto una cosa intelligente, ho sorriso in maniera accondiscendete al limite della lussazione della mascella, mi sono accorto di essere l'unico dell'ufficio con la macchina più corta di 3 metri.

giusto per continuare a non fare un cazzo risponderò alla mail...


Postato da: jokercola a 09:56 | link | commenti

giovedì, 12 maggio 2005

L’equilibrista
Un uomo esce dal fascio di luce. Solo per un momento il filo brilla, poi lui torna. Il grande manovratore gli ha solo cambiato pochi dettagli: il cappello, l’orologio, eppure lui sembra un personaggio assolutamente diverso.
Fa un passo, che non sembra suo, e appoggia il piede sul filo, che si tende e ora sembra una spada luccicante sotto i fari abbaglianti. Continua a camminare verso il buio. Il gesto, fatto e rifatto milioni di volte, gli sembra estraneo, ancora da assimilare. Il filo sbanda, la luce trema per seguirlo!
Ritrova il controllo, ma ha perso tutta la sicurezza data dall’abitudine.
Tra le tende, dritto davanti a se, uno squarcio di luce lo ferisce al volto, cade.
-Questo non c’è mai stato nello spettacolo!- pensa –e il manovratore non può aver deciso qualcosa senza dirmelo! Ci deve essere qualcosa che non va!- si tocca il volto. La ferita è leggera, ma la sua leggendaria maschera bianca non c’è più.
Il sangue, come sempre, non arriva subito, e lui è già in piedi quando il rivolo rosso comincia a farsi strada sulla pelle, ed è già arrivato allo squarcio quando la prima goccia si getta nel vuoto. Allunga la mano, quasi per toccare il colore di quella luce così diversa dal calore dei fari.
In effetti è strano, in tanti anni non c’è mai stato rosso in questo spettacolo,  solo luci forti e buio impenetrabile! E come potrebbe essere altrimenti? Anche la polvere se ne è accorta e il grumo formato è perfettamente circolare.
L’uomo tocca la tela, è sottile, e dopo tanti anni ha assunto la consistenza di una foglia morta, così si accartoccia sotto quelle dita familiari e sfalda la sua trama scheletrica. Si dissolve, come nel peggiore degli incubi, e ora la luce invade tutto.
Polvere, sedili, fili, maschere, uomo. Soli nell’ambra.
-No!- urla l’uomo –senza buio questo spettacolo non si può fare!-, intanto la luce satura la scena. Non vi è traccia di buio.
L’uomo è a terra, in ginocchio. –La luce ha vinto…- pensa –ma lo spettacolo era il buio-.
Intanto il pubblico ignaro applaude, per loro la luce è il buono, per loro hanno vinto i buoni.
Allora l’uomo cammina, circondato da facce estranee, ma cammina come sul filo, perché ora il vuoto in cui non cadere è diventata la luce. Continua fino all’asfalto, a piedi nudi; fino all’erba, che l’ ha sempre fatto ridere.
E ora i colori , così veri , sono come stilettate al costato; li rivede solo nei suoi ricordi di uomo, perché la maschera che li conteneva non c’è più.
Si appoggia, sfinito nell’anima, a steli e foglie e prova ancora a cercare il buio dentro se.
Nessuna traccia.
La luce è arrivata fino in fondo, spalancando i cuori degli spettatori e abbattendo definitivamente l’uomo.
Il suo spettacolo è fuori dal cartellone. Tocca all’uomo di luce con la maschera nera.
Fine


Postato da: jokercola a 10:12 | link | commenti (2)

mercoledì, 27 aprile 2005

ho sbalzi di umore degni del + bieco degli eroinomani.
stamattina non piego il ginocchio.
stamattina ho ritirato la pergamena di laurea, sembra quegli attestati finti che si vincono alle giostre o l'attestato del mio barbiere.
sarà contenta mia nonna.


Postato da: jokercola a 09:00 | link | commenti (1)

venerdì, 22 aprile 2005

We're making a move,
we're making it now,
we're coming out of the side-lines.
Just put your hands up - it's a raid yeah.
We want your homes,
we want your lives,
we want the things you won't allow us.
We won't use guns,
we won't use bombs,
we'll use the one thing we've got more of - that's our minds


Postato da: jokercola a 08:37 | link | commenti

sabato, 09 aprile 2005

estratto dal piccolo libro:

"oggi pomeriggio ho messo in ordine, ho ritrovato un sacco di cd e di film che non vedevo da un sacco di tempo, che erano stati accantonati per colpa del disordine, delle mode, dell'età, dell'evoluzione personale. In più ho cominciato piano piano a staccare un poster da una parete. Non ho nessun legame particolare con l'immagine di quel poster (c'è sopra il solito Che, in posa da fico, nero su fondo rosso) ma con il poster si. Era li da tanto, rappresentava tante cose di tanti anni fa. Ho cominciato a staccarlo piano piano, con attenzione. Ad un certo punto "sssstripp", si apre il mio strappetto. Fa niente, dico, ci metto un po' di scotch dietro e non si vede un cazzo. Angolo particolarmente tignoso e lo sbrago si allarga. Guardo il poster mezzo attaccato e mezzo staccato, mezzo intero, mezzo no e lo strappo definitivamente senza attenzione (e cazzo senza rimpianti).
In ogni signor film crisipostadolescenzialribellechecmqallafinemiritrovopiùmaturo
...emoltopiùfigo che si rispetti la scena sarebbe stata veloce, violenta, lui che straccia il passato, con immancabile sottofondo punk, gran movimento che ci fa capire il gran casino che il proto-eroe ha in testa. Invece tutto tranquillo, la musica c'era ma non riempiva l'aria, il casino in testa c'era ma non lo vedevamo. Che marone di film!"


Postato da: jokercola a 18:07 | link | commenti (1)

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aprile 2005

Cose che dovreste fare

Acoltare Rino Gaetano e CAPIRE che cosa dice, senza lasciarvi imbecillire dalla musichetta, scoprire cos'è l'Ultimate Frisbee, saper rispondere a qualsiasi domanda inerente Animal House.

Cose che dovrei fare

Laurearmi, chiudere i conti in sospeso per poterne aprire altri tranquillo, cercare di giocare un torneo intero pensando, smettere di chiedermi perchè le tipe nei documentari anni '60-'70 mi sembrano così inspiegabilmente fighe.